• it
  • en
Loading...
Chi Siamo 2018-02-07T17:26:05+00:00

Mission

Questa è la filosofia della HMRDS, che in primo luogo fornisce le basi per una tecnica di guida migliore, utile anche e soprattutto all’automobilista di tutti i giorni. Uno dei punti cardine dell’insegnamento di Henry e di Massimo Torre è la personalizzazione della didattica. Ogni allievo necessita di un programma dedicato e studiato ad hoc, per potergli permettere di trarre il massimo da un corso per piloti, che sia di primo o secondo livello. Le lezioni sono orientate in maniera massiccia alla pratica, che dà la possibilità agli allievi di percorrere una buona mole di chilometri in auto. Si inizia con una breve discussione teorica e con la scoperta del tracciato a bordo di una vettura stradale, sulla quale vengono studiate le prime nozioni della “doppietta”, del “tacco-punta”, della frenata e delle traiettorie ideali. Ogni sessione in pista, che prevede cinque o dieci giri a seconda dei casi, è intervallata da lezioni teoriche e dall’analisi della telemetria, che alla fine (non è così semplice interpretarla da subito…) riesce a convincere il pilota degli errori commessi, fornendo gli strumenti per migliorarsi.

Le vetture utilizzate sono le Formula Ford 1.6 e 1.8, dotate di cambio manuale ad innesti frontali, che richiede una certa pratica per essere sfruttato nel migliore dei modi. L’elettronica ha ormai invaso il mondo delle corse e tutti, giovani in primis, pensano che in pista si cambi utilizzando solo ed esclusivamente le farfalle poste dietro al volante, dimenticandosi di frizione e… acceleratore! Sulle moderne monoposto è così, ma la HMRDS all’inizio dei corsi utilizza le datate F. Ford per insegnare ad utilizzare in modo corretto il cambio, facendo sforzare gli allievi ad apprendere la tecnica della doppietta, che al primo impatto può risultare difficile, ma che è formativa e molto… affascinante! “Se sai guidare una vecchia Formula Ford e sai usare bene il cambio, allora puoi guidare tutto”, afferma di continuo Henry durante i corsi, nei quali è sempre vigile ed attento in ogni punto del tracciato, armato di taccuino e tanta pazienza. Progressivamente, una volta apprese tutte le tecniche di guida, si passa alle Mirage 012, monoposto di ultima generazione. Telaio in carbonio, cambio sequenziale e appendici aerodinamiche destano la curiosità di tutti, ma non credete che diventi di colpo tutto più facile: il testacoda è sempre dietro l’angolo!

La Nostra Storia

Siamo sul finire degli anni sessanta, precisamente in una fredda mattina del febbraio 1968, quando Henry Morrogh, un simpatico signore dall’accento irlandese, fa tappa a Vallelunga. Henry si presenta con una vecchia Austin e al traino tre Formula Ford: ha in mente di cambiare la concezione dell’automobilismo in Italia! Un’idea pretenziosa e ambiziosa, che gli crea a primo impatto diffidenza e poca credibilità, ma che nel corso degli anni gli darà ragione. Gli irlandesi sono così, testardi e fortemente motivati quando vogliono qualcosa. Henry voleva portare a Vallelunga una scuola per piloti, per permettere ai giovani di avvicinarsi all’automobilismo. Un’idea folle agli occhi dei più, ma che in poco tempo gli regala molte soddisfazioni. La prima è datata 16 marzo 1968, giorno nel quale il presidente della CSAI (Commissione Sportiva dell’Automobile Club Italia), l’avvocato Mario De Cesare, inaugura ufficialmente la Scuola di Pilotaggio di Henry Morrogh. “Sono arrivato in Italia e mi sono subito reso conto che l’automobilismo era cosa da ricchi” – dichiara il giovane Henry nella sua prima intervista – “ho così pensato che la mia scuola avrebbe dato l’opportunità di avvicinarsi al motor sport anche a gente meno benestante. Inoltre ho sempre amato il Belpaese, il vostro clima, la vostra cucina e soprattutto il vostro vino”. Un personaggio eclettico e senza peli sulla lingua, innamorato delle corse e soprattutto della vita in tutte le sue sfaccettature. La sfida di Morrogh però non è semplice, il mondo delle corse in Italia mostra una certa chiusura nei suoi confronti ma Henry non demorde e negli anni settanta la scuola inizia a essere itinerante. I corsi non si svolgono più solo a Vallelunga, ma nei più prestigiosi autodromi italiani: Monza, Misano Adriatico, Varano de’ Melegari, magione, Mugello, Casale Monferrato. L’interesse inizia a crescere ed anche Eddie Cheever, all’epoca giovane talento al volante, sposa la causa di Henry, divenendo istruttore di pista. Il 1977 è l’anno della svolta: nascono in Italia, per merito del grande Henry Morrogh, le prime gare club, perfetto trait d’union tra il divertimento e l’impegno professionale. La cilindrata massima in pista è di 2000cc e le vetture ammesse sono la Formula Italia, Formula Ford, Super Ford, Formula 850 e Formula 3. Le gare club sono la vera consacrazione per la neonata “Associazione Sportiva Henry Morrogh”, che in pochi anni lancia in Formula 1 piloti del calibro di Elio De Angelis, Eddie Cheever, Andrea De Cesaris, Piercarlo Ghinzani, Emanuele Pirro e il campione del mondo 1977 Jacques Velleneuve.

Gli anni trascorrono inesorabilmente e il nome del maestro irlandese diventa un punto di riferimento nel mondo del motor sport italiano ed europeo. Di contro l’età avanza e l’ultimo ciclo della Scuola, con sede a Magione, si avvia al tramonto. Nella vita però, quando tutto sembra prendere una direzione, che per Henry sembrava la “pensione”, puntuale arriva uno scossone che rimescola tutte le carte in gioco, e che in questo caso porta il nome di Giovanni Ciccarelli. Imprenditore napoletano, ex pilota di Formula Italia e allievo della scuola di Morrogh, l’ingegner Ciccarelli, nel 2011 di ritorno da un viaggio di lavoro, decide di fermarsi a Magione per.. salutare il vecchio amico Henry. Ne nasce una nuova collaborazione che porta Henry e la sua scuola a Battipaglia (SA), sul Circuito del Sele. I due si affidano a Massimo Torre, neo ingegnere meccanico e pilota di Formula 3, Formula Master e Formula 3000, con una certa propensione all’insegnamento. Massimo è ora il capo istruttore della Henry Morrogh Racing Drivers School, la neonata scuola per piloti di monoposto che in due anni è riuscita a tornare ai vertici e a riconquistarsi un ruolo di protagonista nel mondo dell’automobilismo. L’obiettivo principale è quello di rendere nuovamente accessibili a tutti le gare, contenendo i costi, Nel 2012 la HMRDS ha partecipato al Campionato Italiano Velocità Sperimentale e ad alcune gare del Formula 2000 Light, stilando una classifica interna per gli allievi che dividerà tra i primi tre classificato il ricco montepremi finale.

Dal 2012 ad oggi, la HMRDS ha svolto presso i più importanti autodromi italiani i suoi corsi ed i test specialistici, a cui hanno partecipato molti  giovani drivers/kartisti e gentlman.
 
Ha continuato a svolgere i test licenza presso il circuito del Sele, e che tale attività continua ancora presso tale circuito.  Per l’anno 2017 ha partecipato ai test collettivi  presso i circuiti di Adria, Misano, Mugello, Vallelunga e Imola, nonché ai week end di gara dell’ italian  Championschip Formula 4, by Abarth, con le sue due  vetture Formula 4.

Il Team

HENRY MORROGH
HENRY MORROGHFounder
Parlare di Henry non è facile, vista la sua poliedricità ed una lunga vita passata in pista o al muretto dei box. Cominciamo a dire che è irlandese purosangue classe 1931, del Sud, of course!
Continua a leggere
GIOVANNI CICCARELLI
GIOVANNI CICCARELLITeam Principal
Imprenditore napoletano classe 1965, è colui che sta dando un volto nuovo alla Henry Morrogh Racing Drivers School. Ingegnere edile con la passione per le corse, da luglio 2010 affianca Henry…
Continua a leggere
MASSIMO TORRE
MASSIMO TORREChief Instructor
Napoletano classe 1986, ricopre il ruolo di istruttore capo della Henry Morrogh Racing Drivers School. Neo laureato in ingegneria meccanica ha dalla sua una grandissima …
Continua a leggere
MARIA DI GIROLAMO
MARIA DI GIROLAMOPR Manager
Architetto, grazie all’attività ed all’esperienza decennale acquisita lavorando come libero professionista, è addetta alla valutazione, pianificazione, realizzazione e controllo dei …
Continua a leggere